Obiettivi

La confisca dei beni può essere uno strumento di grande efficacia nella lotta alla mafie e alla criminalità organizzata perché ha un valore simbolico, prima ancora che direttamente economico.

La sua valenza simbolica, però, si esprime pienamente solo se il bene sequestrato diventa effettivamente un bene della comunità, se viene vissuto, usato, goduto dalla comunità cui era stato sottratto, se diventa occasione e strumento per nuove iniziative sociali, culturali, economiche che rinsaldano il senso di comunità.

Questo purtroppo accade ancora di rado.

I beni sottratti alla mafia sono molti (una buona parte di questi si trova in Lombardia), ma troppo spesso il loro destino resta sospeso.

Alcuni Comuni preferiscono evitare l’assegnazione del bene e le ‟grane” che possono derivarne. In altri casi, il bene viene acquisito, ma il Comune non riesce a sfruttare le opportunità che esso offre, perché mancano le informazioni e le competenze necessarie. In altri casi ancora, si fatica a definire un progetto legato al bene che sia davvero condiviso dalla comunità, e il bene viene magari frettolosamente assegnato a un’associazione senza aver approfondito le potenzialità di un riutilizzo maggiormente ponderato e frutto di una scelta partecipata.

A ciò si aggiunge il fatto che le buone prassi e le esperienze virtuose spesso non sono note e non possono quindi costituire un punto di partenza se non un modello con cui confrontarsi o dal quale prendere spunto per sperimentare qualcosa di veramente efficace.

 

Dopo le mafie. Progetto per la valorizzazione e la gestione partecipata dei beni confiscati è un progetto sperimentale che vuole mettere a punto un nuovo modello di intervento e favorire la diffusione di un nuovo approccio culturale, condiviso.

Protagonisti del processo sono le istituzioni, gli operatori del settore, i giuristi, i cittadini, i centri di produzione culturale e di formazione, le scuole e le biblioteche, le associazioni e i gruppi informali, chiamati, tutti insieme, ad avviare una riflessione ampia e concreta sul significato profondo e sulle implicazioni della valorizzazione e della gestione dei beni confiscati, sul loro valore simbolico ed economico, sulle loro complessità e specificità.